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Visualizzazione dei post con l'etichetta CCSVI

Si riparte da dove ci siamo lasciati

Si riparte da dove ci siamo lasciati. La CCSVI: i suoi sintomi posso essere migliorati dall'angioplastica venosa? Nella settima edizione del convegno scientifico #VerticaleSolidale , tenutosi a San Vito di Cadore (Belluno) gli scorsi 7 e 8 luglio, grazie al prezioso contributo del professor Zamboni e del dottor Salvi, sono stati esposti i nuovi dati dello studio Brave Dreams. Studio sottopotenziato, ma che ha dato dei risultati importanti. Vi lascio qui  un articolo riepilogativo del convegno. Qui  il video completo del convegno. Ben ritrovati! Sarah Photo Credit:  www.fondazioneilbene.org We start from where we left off. CCSVI: can its symptoms be improved by venous angioplasty? In the seventh edition of the scientific conference #VerticaleSolidale, held in San Vito di Cadore (Belluno) last 7 and 8 July, thanks to the precious contribution of Professor Zamboni and Dr. Salvi, the new data of the Brave Dreams study were exposed. Sub-controlled st...

CCSVI: possono i sintomi dell'insufficienza venosa cronica cerebrospinale essere migliorati dall'angioplastica venosa?

Lo scopo dello studio è stato quello di raccogliere i risultati di 366 pazienti cronici affetti da insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) che sono stati regolarmente controllati  dopo aver effettuato l'angioplastica venosa dopo la diagnosi per CCSVI. Le procedure sono state tutte eseguite con la stessa apparecchiatura e nello stesso centro I pazienti sono stati divisi in tre gruppi in base alla gravità di sclerosi multipla (SM): 264 recidivante-remittente (RR) (72%): 179 femmine (67.8%) e 85  maschi (32,2%); 62 secondaria progressiva (SP) (17%): 37 femmine (59,7%) e 25 maschi (40,3%) ; 40 primaria progressiva (PP) (11%): 22 (55%) di sesso femminile e 18 (45%) maschi. Una base di dati ha rivelato undici disturbi e sintomi più frequenti, insieme alla capacità di lavoro, ed è stato mantenuto un  up-to-date ad ogni controllo al fine di creare un rapido questionario di valutazione sui diversi sintomi  di ...

Sclerosi Multipla: chiropratica "upper cervical" su pazienti con CCSVI

E’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Annali Italiani di Chirurgia uno studio intitolato “Preliminary results after upper cervical chiropractic care in patients with chronic cerebro-spinal venous insufficiency and multiple sclerosis” (Risultati preliminari dopo chiropratica Upper Cervical su pazienti con insufficienza venosa cronica cerebro-spinale e sclerosi multipla). Lo scopo dello studio era quello di valutare i risultati clinici e radiografici della cura chiropratica Upper Cervical attraverso le correzioni di C1-C2 su pazienti con insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (CCSVI) e sclerosi multipla (SM). E’ stato studiato un campione di 77 pazienti prima e dopo il trattamento chiropratico. Il protocollo del trattamento Chiropratico specifico per C1- C2 è durato quattro mesi. Da un punto di vista emodinamico i pazienti sono stati divisi in 3 tipi: Tipo 1 – puramente vascolare con anomalie endovenose; Tipo 2 – “meccanico” con sindrome compressiva venosa; Tipo 3 – misto...

Sclerosi Multipla: l'eccellenza della ricerca triestina nello stuido sulla CCSVI

Articolo del 21 febbraio preso da  mediterranews.org    Il Piccolo sabato 21 febbraio 2015 LA LETTERA DEL GIORNO L’eccellenza della ricerca triestina nello studio sulla Ccsvi C’è una scienziata che lavora a Trieste dietro ad una recente ed mportante scoperta scientifica sull’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi). Lorella Pascolo, ricercatrice biochimica presso l’Ospedale Burlo Garofolo, è la coordinatrice di un ambizioso studio che ha coinvolto tre diversi sincrotroni (Trieste, Grenoble in Francia e il Clayton in Australia) e che è pervenuto ad una importante scoperta. Le giugulari malformate dei pazienti affetti da insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi) contengono più calcio del normale. E a causa delle microcalcificazioni le pareti venose sono sottoposte a uno stress cronico. La scoperta, pubblicata alcuni mesi fa sulla rivista scientifica Scientific Reports, è stata realizzata grazie all’utilizzo, per la prima volta su questo t...

Sclerosi Multipla: nei malati la circolazione cerebrale è due volte più lenta

Articolo del 24 febbraio 2015 preso da mediterranews.org di Joan Beal (CCSVI in Multiple Sclerosis – USA) Un nuovo studio in cieco ha scoperto che,nelle persone con SM rispetto ai normali, ci vogliono quasi due volte in più di tempo per il sangue nello scorrere dal cuore, attraverso il cervello, e di nuovo al cuore. Cerebral Circulation Time is Prolonged and Not Correlated with EDSS in Multiple Sclerosis Patients: A Study Using Digital Subtracted Angiography (Il tempo di circolazione cerebrale è prolungato e non correlato con l’EDSS nei pazienti con sclerosi multipla: uno studio con angiografia digitale sottrattiva). http://www.plosone.org/article/fetchObject.action?uri=info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0116681&representation=PDF ‘ Il tempo di circolazione cerebrale (TDC) nelle persone con SM non era legato alla disabilità, o al periodo di tempo con una diagnosi di SM. E’ stato trovato un CCT rallentato in tutte le persone con SM, rispetto ai controlli di pari...

Zamboni, Drain Brain e la NASA

In questo momento, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, il primo astronauta italiano femminile, Samantha Cristoforetti, si sta assestando nella sua nuova casa. Durante il fine settimana, la Cristoforetti ha lasciato l'orbita della terra da una lancio di un razzo in Kazakhstan. Mentre si unisce ad altri astronauti internazionali come parte della Expedition 42/43, la Cristoforetti condurrà un esperimento di ricerca importante, utilizzando la tecnologia sviluppata dal Dr. Paolo Zamboni. Questo studio, chiamato Brain Drain, è una collaborazione tra la NASA e l'Agenzia Spaziale Italiana. Sarà con strain-gauge plethysmography (un collare al collo che misura il flusso di sangue) per analizzare il drenaggio cerebrale nello spazio. Ecco perché, come spiegato sul sito della NASA. Sulla Terra, il sangue scorre giù dal cervello di una persona indietro verso il cuore in parte grazie alla forza di gravità, ma molto poco si sa su come questo flusso avviene senza effetti di gravi...

Sclerosi Multipla: un articolo spazzatura contro la CCSVI di Zamboni

Articolo del 25 novembre 2014 preso da  mediterranews.org Continuano purtroppo gli attacchi di vari neurologi contro la teoria del prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara sulla correlazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), da lui stesso scoperta nel 2007, e la sclerosi multipla (SM), malattia gravemente invalidante che colpisce 63.000 italiani e per la quale non si conoscono ancora né le cause né una terapia definitiva e valida per tutti, nonostante le ingenti risorse investite nella ricerca soprattutto nel ricco settore farmaceutico. Nonostante la ricerca sulla CCSVI stia avanzando a livello internazionale, alcuni sordidi personaggi che hanno un pesante conflitto d’interessi con le cause farmaceutiche continuano a diffamare questo filone di ricerca (per paura?) che ha prodotto tanta rabbia ed invidia alla faccia dei malati che da troppi anni attendono di conoscere le cause della malattia e una possibile cura. E’ stato appena pubblicato sul sito dell...

CCSVI-convegno: condizione o patologia vera e propria?

Articolo del 25 novembre 2014 preso da  mediterranews.org La CCSVI, secondo alcuni prestigiosi studi pubblicati, ha caratteristiche tali da poter essere definita come “patologia” a sé stante. Di questo l’Associazione vuole discutere a Roma, domenica 14 dicembre 2014, presso il Sanit Forum internazionale della salute in un convegno intitolato “CCSVI: CONDIZIONE O PATOLOGIA VERA E PROPRIA?” Palazzo dei Congressi (Eur), nella sala 2 (piano terra) dalle 14 alle 18. L’Insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), scoperta dal prof Paolo Zamboni nel 2006, ha spalancato un orizzonte del tutto nuovo nel panorama della perfusione cerebrale e spinale, e del rapporto di quest’ultima con la neurodegenerazione. Moltissimi studi indipendenti italiani e internazionali pubblicati affermano che la CCSVI è correlata alla Sclerosi Multipla (SM). La CCSVI e la sua terapia rappresentano una concreta speranza per i malati di SM. Finora descritta come “condizione emodinamica”, la CCSVI, se...

CCSVI: pubblicate le linee guida per rilevarla

Articolo del 26 settembre 2014 Novità importante in tema di Ccsvi, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale scoperta da Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara, la cui diagnosi non facile ha indotto molti studiosi a negare l’esistenza stessa di questa patologia venosa. Secondo gli autori, sotto gli auspici della Società Internazionale per le Malattie Neurovascolari (Isnvd) – il massimo organismo internazionale che si occupa di malattie neurovascolari – sono state create tra i 2011 e il 2012 dai membri della stessa Isnvd quattro commissioni di esperti per determinare e standardizzare i protocolli di imaging sia non invasivo che invasivo per l’individuazione di anomalie venose extracraniche indicative di insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi). Le commissioni hanno creato gruppi di lavoro su ecocolordoppler (Us), risonanza magnetica (Mr), venografia con catetere (Cv), ed ecografia intravascolare (Ivus). A questi gruppi di lavoro sono stati invitati a dare il loro...

Sclerosi Multipla e CCSVI: intervista a Zamboni sulla PTA

Articolo del 7 settembre 2014 preso da  mediterranews.org La PTA è finita come moda oppure possiamo riconfermarla? prof. Zamboni: “ La PTA sin dal primo lavoro che noi abbiamo pubblicato in cui l’abbiamo proposta nell’armamentario che si può utilizzare (terapeutico), avevamo avvertito che circa il 50% delle persone avevano un’inefficacia da parte della PTA nel gestire il loro particolare tipo di sclerosi multipla, questo sin dalla prima ora. Ed è sicuramente quello che capita normalmente, quindi abbiamo persone che hanno difetti che possono essere corretti efficacemente dalla PTA e persone che hanno difetti più complessi di cui la PTA è un’arma non sufficiente, e stiamo continuando a cercare altri tipi di intervento che possono essere utilizzati per queste altre persone e che probabilmente nei prossimi anni si affacceranno e avranno così la possibilità di dare delle risposte efficaci anche a persone che non possono essere trattate semplicemente con un pallone. E quindi ...

Sclerosi e CCSVI: sono passati cinque anni dall'annuncio

L'annuncio della scoperta di Zamboni aprì una nuova speranza per i malati e le loro famiglie in una malattia dove ben poco si sa e dove poco ti viene detto dal neurologo che ti segue (che spesso a sua volta non sa…). Trieste, 11/08/2014 ( informazione.it - comunicati stampa - salute e benessere ) Sono passati quasi cinque anni da quell'incredibile 8 settembre 2009 quando, durante un prestigioso convegno internazionale a Bologna , fu annunciata dalla stampa (1) la scoperta del prof. Paolo Zamboni , Direttore del Centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, sulla possibile correlazione tra l'insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) e la sclerosi multipla (SM), malattia gravemente invalidante che colpisce 63000 italiani con esordio soprattutto tra i 20 e i 40 anni e per la quale purtroppo non si conoscono ancora né le cause né una terapia definitiva e valida per tutti nonostante le ingenti risorse investite per la ricerca soprattutto nel ricco sett...

Ccsvi e Sclerosi Multipla: la ricerca deve continuare

“L’attività di ricerca ha l’obbligo di cercare di capire le cause di tutto ciò – conclude il professor Zamboni -. La scienza ha gli strumenti per puntare a capire quali siano le cause della CCSVI. Dopo di che saremo nelle condizioni che potrebbero permetterci di prevenire, prima, e di bloccare, poi, questa malattia. La parola d’ordine di tutti noi è quindi: Continuare la ricerca!”.Bologna, 23/07/2014 A seguire, il secondo e conclusivo Comunicato Stampa emesso dalla Fondazione Il Bene e riferito al Convegno scientifico organizzato a Cortina d’Ampezzo nell’ambito dell’incontro “Verticale Solidale 2014“. CCSVI E SCLEROSI MULTIPLA: LA RICERCA DEVE CONTINUARE! Il primo intervento è stato quello del professor Paolo Zamboni, Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’azienda ospedaliero universitaria S. Anna di Ferrara: “Limiterò il mio intervento all’ultimo lavoro scientifico che abbiamo pubblicato ( http://mediterranews.org/2014/06/ccsvi-di-zamboni-struttura-delle-valvole-difettose-d...

Sclerosi Multipla: la stanchezza cronica è il sintomo dell’insufficienza venosa associata alla sclerosi multipla?

Articolo del 19 giugno 2014 La stanchezza cronica (CF) colpisce gravemente i pazienti con sclerosi multipla (SM), ma la sua patogenesi rimane sfuggente e l’efficacia dei trattamenti disponibili è modesta. Abbiamo voluto valutare l’effetto sulla CF della dilatazione palloncino delle lesioni stenosanti che interessano le principali vene extracraniche che rappresentano l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), una condizione fortemente associata alla SM. Trentuno pazienti consecutivi con SM (16 uomini, età 46,2 + / -9,4 anni) con associata CCSVI e CF sono stati sottoposti a procedura endovascolare. La stanchezza è stata valutata utilizzando la scala di gravità della fatica (FSS) e la scala modificata dell’impatto della fatica (MFIS) al basale (T0) e uno (T1), sei (T6) e dodici (T12) mesi dopo la procedura. Nei pazienti ambulatoriali (N = 28), la mobilità è stata valutata utilizzando il test del cammino in sei minuti a T0 e T1. I risultati e i punteggi della MFIS sono sensibi...

Metodo Zamboni: un nuovo prototipo di stent progettato per gli impianti venosi

Articolo del 14 giugno 2014 preso da  mediterranews.org Secondo alcuni ricercatori italiani dell’Hesperia Hospital di Modena, l’ostruzione venosa a livello ileocavale in entrambe le forme, primarie e secondarie, è una causa importante di insufficienza venosa cronica. Un nuovo approccio terapeutico per questa patologia è emerso con l’introduzione di procedure di stenting che si sono rivelate efficaci, portando a buoni risultati a lungo termine. Tuttavia, attualmente la maggioranza degli stent impiantati sono stati progettati per gli impianti arteriosi e questo può rappresentare un limite in particolari distretti. Lo scopo di questo veloce studio preliminare era di verificare la realizzabilità e la sicurezza di un nuovo stent appositamente progettato per gli impianti venosi nei vasi. E’ stata valutata la sicurezza e la capacità di due stent in nichel-titanio intrecciati ad auto-espansione (Jotec GmbH, Hechingen, Germania) appositamente progettati per protesi endovascolari nelle ven...

Salute: i rapporti tra medici e case farmaceutiche. Ecco perché i medici non dovrebbero accettare denaro da parte dell’industria farmaceutica

Articolo dell'11 giugno 2014 preso da  mediterranews.org E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Neurology Clinical Practicedell’American Academy of Neurology un interessante articolo intitolato “I rapporti tra medici e case farmaceutiche. Ecco perché i medici non dovrebbero accettare denaro da parte dell’industria farmaceutica“. Secondo il Prof. Carl Elliott, docente del Centro di Bioetica dell’Università del Minnesota, se abbiamo imparato qualcosa in un decennio pieno di litigi, è che l’industria farmaceutica paga la stragrande maggioranza dei medici per una semplice ragione: per commercializzare i loro farmaci. E perché avremmo dovuto pensare il contrario? Le case farmaceutiche non sono organizzazioni di beneficenza. Esse non sono imprese di formazione, o di filantropia, o di assistenza ai poveri, o anche, cerchiamo di essere onesti, di cura della salute. La loro attività è quello di produrre e vendere farmaci. Diversamente dalla maggior parte di qualsiasi...