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Visualizzazione dei post con l'etichetta Disabili

In Svezia l’inaccessibilità viene equiparata a discriminazione

Articolo del 2 aprile 2014 In Svezia una nuova legge equipara l’inaccessibilità a discriminazione: la presenza di barriere architettoniche “fisiche” e di ostacoli di altro genere nei confronti dei disabili viene considerata come discriminatoria. Secondo un nuovo proposta di legge, presentato dal ministro per l’Integrazione svedese, Erik Ullenhag, l’inaccessibilità viene considerata come discriminazione e viene proibita. Se un disabile svedese si sente escluso dalla società può fare causa e denunciare la discriminazione. Ogni qualvolta i diritti del disabili verranno meno, ci sarà la possibilità di appellarsi alla giustizia: così facendo, secondo il ministro Ullenhag, qualsiasi persona potrà vedere che l’inaccessibilità ha un costo economico ed è “fuori legge” in Svezia. Il divieto si applica in tutti i settori della società inclusi educazione, salute, accesso ai servizi e al mondo del lavoro. L’accesso al mondo del lavoro, come sottolineato dal ministro, è spesso difficile per i disabi...

Convenzione Onu sulla disabilità: l'Italia disallineata ai principi internazionali

Articolo del 7 gennaio 2013 preso da  www.associazionelucacoscioni.it Come noto la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ha forza vincolante in Italia da circa 4 anni quando è diventata Legge, la n. 18 del 3 marzo 2009. La Convenzione medesima, oltre a dettare principi cui gli Stati dovranno attenersi nel settore, prevede anche l’obbligo specifico di rivedere ed aggiornare le normative pregresse sulla disabilità. Dal “Programma di azione biennale (2012-2015) per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità” redatto dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilita' e reso ufficiale il 28 dicembre 2013 risulta, invece, un totale disallineamento alla Convenzione ONU del nostro quadro di riferimento frutto di successive caotiche e, talvolta contraddittorie, stratificazioni normative. Né le azione correttive proposte nel Programma hanno la capacità di ricondurre la nostra normativa sulla disabilità ad un mi...

Disabili, sì al congedo per i parenti o affini di terzo grado

Anche parenti o affini entro il terzo grado conviventi di persone con grave disabilità possono godere di un congedo straordinario, «in caso di mancanza, decesso, o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti individuati» dalla legge, per prendersi cura del disabile. Lo ha sancito la Corte Costituzionale, con la sentenza 203/2013, dichiarando illegittimo un articolo del Testo unico in materia di sostegno della paternità e della maternità. «La limitazione della sfera soggettiva vigente», osserva la Consulta, ricordando che la legge finora non includeva parenti o affini entro il terzo grado tra i soggetti che potevano accedere al congedo straordinario, «può pregiudicare l’assistenza del disabile grave in ambito familiare, allorché nessuno di tali soggetti sia disponibile o in condizione di prendersi cura dello stesso». La dichiarazione di illegittimità costituzionale resa nota oggi, si sottolinea nella sentenza, «è volta precisamente a consentire che, in caso di mancanza, de...