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Sclerosi multipla, metodo Zamboni «bocciato» da quattro nuovi studi

Articolo del 3 ottobre 2013



Al contrario dei 15 studi favorevoli, all'Ectrim 2013 sono stati presentati quattro studi contrari...


Quattro nuovi studi internazionali bocciano il metodo Zamboni, ovvero l’esecuzione di un’angioplastica per trattare l’insufficienza cerebrospinale venosa come cura alla sclerosi multipla. I risultati sono stati presentati al congresso dell’Ectrims (European Committee for Research and Treatment in Multiple Sclerosis). Il primo studio è dell’università canadese di Vancouver, che ha esaminato i dati del British Columbia Ccsvi Registry che controlla l’efficacia dell’angioplastica nei pazienti che si sono sottoposti a tale trattamento all’estero. Settantasei pazienti hanno risposto a interviste sul loro stato di salute: «La maggioranza dei pazienti contattati - affermano gli autori dello studio - racconta di aver avuto benefici a breve termine dopo l’operazione, benefici che si sono però ridotti con il tempo».



NON CI SONO PROVE - Il secondo studio è stato portato a termine dall’università canadese di Ottawa su 50 pazienti e 50 soggetti di controllo, attraverso uno screening con apparecchiature a ultrasuoni. È stato rilevato un legame tra Ccsvi e Sm in un piccolo sottogruppo di pazienti, ma ciò «non supporta - affermano gli esperti - la teoria che la Ccsvi sia una causa o un fattore patogenetico chiave nella Sm». La terza ricerca è invece italiana, condotta dall’università di Ancona, e ha monitorato la qualità di vita di 44 pazienti che si erano sottoposti alle procedure per il trattamento della Ccsvi. Attraverso la valutazione di indicatori neurologici, i ricercatori italiani hanno concluso che il metodo Zamboni «non migliora i parametri clinici» della Sm, «nonostante ci sia una frequente percezione di miglioramento da parte dei pazienti». Il quarto studio, anche questo canadese, è dell’università di Calgary e giunge alle medesime conclusioni negative.

Fonte: www.corriere.it




In contrast to the 15 studies favorable all'Ectrim 2013 were presented four studies against ...


Four new international studies vote out the Zamboni method , or performing angioplasty to treat cerebrospinal venous insufficiency as a cure to multiple sclerosis . The results were presented at the congress dell'Ectrims (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis ) . The first study of Canadian university Vancouver , who examined data from the British Columbia CCSVI Registry that controls the effectiveness of angioplasty in patients who have undergone such treatment abroad. Seventy-six patients responded to interviews about their health : " The majority of patients contacted - say the authors of the study - said he had short-term benefits after the operation, benefits , however, have reduced with time ."



THERE IS NO EVIDENCE - The second study was carried out by the University of Ottawa Canada on 50 patients and 50 control subjects , by screening with ultrasound equipment . It was noted a link between CCSVI and MS in a small subgroup of patients , but that " does not support - experts say - the theory that CCSVI is a cause or a key pathogenic factor in Sm ." The third research is rather Italian , conducted by the University of Ancona , and monitored the quality of life of 44 patients who had undergone the procedures for the treatment of CCSVI . Through the evaluation of neurological indicators , Italian researchers have concluded that the Zamboni method " does not improve clinical parameters " of Sm, " although there is a common perception of improvement by patients ." The fourth study , this Canadian, is the University of Calgary and draws the same conclusions negative .

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