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Sclerosi multipla: la comorbilità vascolare è associata con la progressione più rapida della disabilità

Articolo preso da www.facebook.com

di Achille Daga



QUESTO STUDIO DI ENORMI PROPORZIONI (8983 PAZIENTI ARRUOLATI)

CONFERMA LA TESI DEL PROF. PAOLO ZAMBONI, E ORA LA NEUROLOGIA

PROVI A SMENTIRE SE STESSA .........................

STUDIO COSMO (1867 PERSONE ARRUOLATE).



La comorbilità vascolare è associata a una più rapida progressione nella sclerosi multipla



Per “Comorbilità” e “Comorbidità” gli esperti intendono quel fenomeno per cui in una persona sono presenti due o più disturbi di origine diversa.



La comorbilità vascolare influenza in modo negativo gli esiti in diverse condizioni croniche, e sono comuni nella sclerosi multipla, ma il loro impatto sulla gravità della malattia non è noto.





LE COMORBILITÀ VASCOLARI POTREBBERO CONTRIBUIRE ALLA POCO CHIARA ETEROGENEITÀ NELLA GRAVITÀ DELLA SCLEROSI MULTIPLA E IL TRATTAMENTO DI TALI COMORBILITÀ POTREBBE RAPPRESENTARE UNA VIA PER IL TRATTAMENTO DELLA SCLEROSI MULTIPLA.





In totale 8983 pazienti arruolati nel registro North American Research Committee on Multiple Sclerosis Registry hanno preso parte allo studio di coorte nel quale il tempo dall'insorgenza dei sintomi o dalla diagnosi fino alla disabilità ambulatoriale è stato confrontato in pazienti con o senza comorbilità vascolare per determinare il loro impatto sula gravità della sclerosi multipla.



I partecipanti con una o più comorbilità vascolari alla diagnosi hanno mostrato un aumento del rischio di disabilità ambulatoriale e tale rischio è risultato maggiore al crescere del numero di condizioni vascolari riportate ( hazard ratio [ HR ]/condizione per l'acquisizione precoce di disabilità 1.51 ).



Anche la comorbilità vascolare in qualunque momento nel corso della malattia ha aumentato il rischio di disabilità ambulatoriale ( HR aggiustato per assistenza ambulatoria unilaterale 1.54 ).



Il tempo mediano tra la diagnosi e il bisogno di assistenza ambulatoriale è stato di 12.8 in pazienti con comorbilità vascolari e di 18.8 anni in pazienti senza.



In conclusione, la comorbilità vascolare, sia essa presente all'insorgenza dei sintomi, alla diagnosi o più tardi nel corso della malattia, è associata a un aumento sostanziale del rischio di progressione della disabilità nella sclerosi multipla e l'impatto del trattamento di tali comorbilità sulla progressione della malattia richiede ulteriori approfondimenti. ( Xagena2010 )
Background: Vascular comorbidity adversely influences health outcomes in several chronic conditions. Vascular comorbidities are common in multiple sclerosis (MS), but their impact on disease severity is unknown. Vascular comorbidities may contribute to the poorly understood heterogeneity in MS disease severity. Treatment of vascular comorbidities may represent an avenue for treating MS.

Methods: A total of 8,983 patients with MS enrolled in the North American Research Committee on Multiple Sclerosis Registry participated in this cohort study. Time from symptom onset or diagnosis until ambulatory disability was compared for patients with or without vascular comorbidities to determine their impact on MS severity. Multivariable proportional hazards models were adjusted for sex, race, age at symptom onset, year of symptom onset, socioeconomic status, and region of residence.

Results: Participants reporting one or more vascular comorbidities at diagnosis had an increased risk of ambulatory disability, and risk increased with the number of vascular conditions reported (hazard ratio [HR]/condition for early gait disability 1.51; 95% confidence interval [CI] 1.41–1.61). Vascular comorbidity at any time during the disease course also increased the risk of ambulatory disability (adjusted HR for unilateral walking assistance 1.54; 95% CI 1.44–1.65). The median time between diagnosis and need for ambulatory assistance was 18.8 years in patients without and 12.8 years in patients with vascular comorbidities.

Conclusions: Vascular comorbidity, whether present at symptom onset, diagnosis, or later in the disease course, is associated with a substantially increased risk of disability progression in multiple sclerosis. The impact of treating vascular comorbidities on disease progression deserves investigation.

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