Articolo del 5 ottobre 2013 preso da www.meteoweb.eu
Abstract
OBJECTIVE:
Chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) was recently described in patients with multiple sclerosis (MS). The hypothesis of the vascular aetiology provides a new approach in the investigation and treatment of MS.
METHODS:
Our open-label study included 94 MS patients who fulfilled ultrasound sonographic criteria required for CCSVI. The internal jugular and/or azygous veins by a catheter venography were dilated.
RESULTS:
In 34.8% of the patients unilateral, in 65.2% bilateral venous abnormalities and in 2.1% no luminal obstructions were demonstrated. The patient group with the higher disability score had a significantly higher number of venous lesions (P < 0.005). Significant improvement of clinical disability in relapsing-remitting patients was (P < 0.001) achieved. In our study no stents were used. Re-stenosis occurred in 21.7% of the patients.
CONCLUSION:
The number of venous narrowings is higher in more disabled patients. A significant improvement in clinical disability in the relapsing-remitting group was observed.
di Peppe Caridi
Nel numero di ottobre della rivista scientifica Phlebology della prestigiosa Royal Society of Medicine è stato pubblicato lo studio intitolato “La disabilità causata dalla sclerosi multipla è associata al numero di stenosi venose extracraniche: possibili miglioramenti da angioplastica venosa.
Risultati di uno studio “prospettico”.
Secondo alcuni ricercatori dell’Università di Lubiana (Slovenia), coordinati dal neurologo prof. Miro Denislic, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è stata recentemente descritta nei pazienti con sclerosi multipla (SM). L’ipotesi di un’eziologia vascolare fornisce un nuovo approccio nella ricerca e nel trattamento della sclerosi multipla.
Il loro studio in aperto includeva 94 pazienti con SM che soddisfacevano i criteri ecografici richiesti per la CCSVI. Sono state dilatate le vene giugulari interne e/o azygos con la venografia con catetere.
Sono state dimostrate anomalie venose unilaterali nel 34,8%, bilaterali nel 65,2% mentre erano assenti ostruzioni luminali solo nel 2,1%. Il gruppo di pazienti con il punteggio più alto disabilità aveva un numero significativamente maggiore di lesioni venose (p <0.005). E’ stato raggiunto un significativo miglioramento della disabilità clinica nei pazienti SM recidivante-remittente (P <0,001). Nel loro studio non sono stati utilizzati stent. Le restenosi si sono verificate nel 21,7% dei pazienti.
Al termine dello studio, secondo gli autori, il numero dei restringimenti venosi è maggiore nei pazienti più disabili. È stato osservato un significativo miglioramento della disabilità clinica nel gruppo recidivante-remittente.
Nel numero di ottobre della rivista scientifica Phlebology della prestigiosa Royal Society of Medicine è stato pubblicato lo studio intitolato “La disabilità causata dalla sclerosi multipla è associata al numero di stenosi venose extracraniche: possibili miglioramenti da angioplastica venosa.
Risultati di uno studio “prospettico”.
Secondo alcuni ricercatori dell’Università di Lubiana (Slovenia), coordinati dal neurologo prof. Miro Denislic, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è stata recentemente descritta nei pazienti con sclerosi multipla (SM). L’ipotesi di un’eziologia vascolare fornisce un nuovo approccio nella ricerca e nel trattamento della sclerosi multipla.
Il loro studio in aperto includeva 94 pazienti con SM che soddisfacevano i criteri ecografici richiesti per la CCSVI. Sono state dilatate le vene giugulari interne e/o azygos con la venografia con catetere.
Sono state dimostrate anomalie venose unilaterali nel 34,8%, bilaterali nel 65,2% mentre erano assenti ostruzioni luminali solo nel 2,1%. Il gruppo di pazienti con il punteggio più alto disabilità aveva un numero significativamente maggiore di lesioni venose (p <0.005). E’ stato raggiunto un significativo miglioramento della disabilità clinica nei pazienti SM recidivante-remittente (P <0,001). Nel loro studio non sono stati utilizzati stent. Le restenosi si sono verificate nel 21,7% dei pazienti.
Al termine dello studio, secondo gli autori, il numero dei restringimenti venosi è maggiore nei pazienti più disabili. È stato osservato un significativo miglioramento della disabilità clinica nel gruppo recidivante-remittente.
Abstract
OBJECTIVE:
Chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) was recently described in patients with multiple sclerosis (MS). The hypothesis of the vascular aetiology provides a new approach in the investigation and treatment of MS.
METHODS:
Our open-label study included 94 MS patients who fulfilled ultrasound sonographic criteria required for CCSVI. The internal jugular and/or azygous veins by a catheter venography were dilated.
RESULTS:
In 34.8% of the patients unilateral, in 65.2% bilateral venous abnormalities and in 2.1% no luminal obstructions were demonstrated. The patient group with the higher disability score had a significantly higher number of venous lesions (P < 0.005). Significant improvement of clinical disability in relapsing-remitting patients was (P < 0.001) achieved. In our study no stents were used. Re-stenosis occurred in 21.7% of the patients.
CONCLUSION:
The number of venous narrowings is higher in more disabled patients. A significant improvement in clinical disability in the relapsing-remitting group was observed.
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