Cellule Staminali, sì del giudice a due donne gravemente malate a curarsi col metodo Vannoni malgrado lo stop del ministro
Una signora soffre di una gravissima neuropatia e l'altra è affetta da alzheimer e parkinson. Sullo sfondo la battaglia a Firenze per la piccola Sofia
Arezzo, 13 ttobre 2013 - Nemmeno 24 ore dopo lo stop imposto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla sperimentazione sul metodo Stamina, dal tribunale di Arezzo arriva il provvedimento che in pratica aggira l’altolà del governo e consente a due donne aretine di rivolgersi agli Spedali Civili di Brescia, unica struttura in Italia dove viene utilizzato il protocollo che usa le cellule staminali per curare malattie rare e degenerative.
Una è una donna di 35 anni affetta da una rara e grave neuropatia degenerativa e di una donna di 67 anni affetta da Alzheimer e Parkinson. Entrambe, tramite le loro famiglie, si sono rivolte alla giovane avvocato Carolin Kiper, tedesca solo di origine ma da sempre residente nell’Aretino.
Kiper si è iscritta qualche mese fa a un gruppo Facebook lanciato da Guido De Barros, padre della piccola Sofia, la bambina fiorentina che ha fatto diventare un caso mediatico l’uso delle staminali.
Venerdì mattina è arrivato il provvedimento firmato dal collegio composto dal presidente Danilo Sestini con Agnese Di Girolamo e Alessandra Guerrieri che ha consentito alle due donne di rivolgersi all’ospedale lombardo per curarsi con le staminali.
Arezzo, 13 ttobre 2013 - Nemmeno 24 ore dopo lo stop imposto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla sperimentazione sul metodo Stamina, dal tribunale di Arezzo arriva il provvedimento che in pratica aggira l’altolà del governo e consente a due donne aretine di rivolgersi agli Spedali Civili di Brescia, unica struttura in Italia dove viene utilizzato il protocollo che usa le cellule staminali per curare malattie rare e degenerative.
Una è una donna di 35 anni affetta da una rara e grave neuropatia degenerativa e di una donna di 67 anni affetta da Alzheimer e Parkinson. Entrambe, tramite le loro famiglie, si sono rivolte alla giovane avvocato Carolin Kiper, tedesca solo di origine ma da sempre residente nell’Aretino.
Kiper si è iscritta qualche mese fa a un gruppo Facebook lanciato da Guido De Barros, padre della piccola Sofia, la bambina fiorentina che ha fatto diventare un caso mediatico l’uso delle staminali.
Venerdì mattina è arrivato il provvedimento firmato dal collegio composto dal presidente Danilo Sestini con Agnese Di Girolamo e Alessandra Guerrieri che ha consentito alle due donne di rivolgersi all’ospedale lombardo per curarsi con le staminali.
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