Si parlerà di CCSVI e La Mappa Emodinamica Morfologica Venosa Cerebro-Spinale (MEM-net) per la raccolta dati dell’esame EcoColorDoppler.
Sarà impegnato il dottor Aldo D'Alessandro, Responsabile Gruppo di Studio della CCSVI Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale.
La sclerosi multipla è una grave malattia cronica del sistema nervoso centrale,
progressivamente invalidante, con evoluzione imprevedibile.
Ad oggi la terapia si basa su farmaci che cercano di porre un freno ad un sistema
immunitario che attacca la guaina mielinica, che ricopre gli assoni neuronali, e crea lesioni
(le placche cerebrali) che, con il passare del tempo, possono creare danni irreversibili.
Tale atteggiamento terapeutico è stato integrato da una nuova scoperta: la cosiddetta “big
idea” del Prof. Zamboni, Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara,
che è riuscita ad affermarsi come una delle più sconvolgenti scoperte degli ultimi anni.
Essa nasce dalla constatazione che, su quasi tutti i soggetti studiati con EcoColorDoppler
affetti da sclerosi multipla, è stata rilevata la presenza di una malformazione delle vene
principali del collo che drenano il sangue dal cervello verso il cuore.
L’effetto di tali malformazioni venose determina una insufficienza venosa cronica cerebro
spinale (CCSVI) cioè una stasi del ritorno venoso che attraverso uno stravaso (come
succede anche nella ipertensione venosa distrettuale degli arti inferiori), è la causa degli
accumuli ferrosi encefalici che, riconosciuti come tossici dall’organismo, attiverebbero la
risposta del sistema immunitario.
Tutto questo lascia ritenere che tale condizione circolatoria, definita con acronimo CCSVI,
sia strettamente correlata alla sclerosi multipla.
I recenti dati scientifici prodotti dall’équipe del Prof. Zamboni e da altri scienziati mostrano
come attraverso un’angioplastica venosa di tali malformazioni, è possibile modificare
sensibilmente il decorso della sclerosi multipla e migliorare significativamente le condizioni
cliniche ed il decorso della malattia. Attualmente sono note cause malformative vascolari e
biomeccaniche che potrebbero tramite meccanismi infiammatori, tossici o autoimmunitari
determinare effetti demielinizzanti.
Il Gruppo di studio della CCSVI della SIFCS, ha deciso di aderire al il progetto
Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla CCSVI.
Tale progetto coinvolgerà una rete di centri CCSVI sul territorio nazionale allocati nelle
strutture sanitarie sia pubbliche che private. I centri CCSVI saranno collegati tramite una
piattaforma informatica comune per la raccolta e l’analisi dei dati al server centrale sito nel
Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Respiratorie e Morfologiche dell’Università
Sapienza Roma - Direttore Prof F: Fedele.
Il Prof Sandro Mandolesi è il coordinatore nazionale del progetto, i centri interessati ad
entrare in rete possono dare la loro adesione inserendo i loro dati nel nostro sito entrando
nella finestra Progetto Osservatorio Epidemiologico Nazionale CCSVI. La finalità
dell’Osservatorio è la raccolta dati fine a se stessa, pre e post trattamento della CCSVI,
per migliorare sempre più l’appropriatezza sia diagnostica che terapeutica di tale
affezione.
La partecipazione è libera ed aperta a tutti coloro che vorranno contribuire alla
conoscenza approfondita di tale patologia. Naturalmente tutta la produzione scientifica che
i dati di questo progetto potranno esprimere vedrà come protagonisti coloro che hanno partecipato.
La sclerosi multipla è una grave malattia cronica del sistema nervoso centrale,
progressivamente invalidante, con evoluzione imprevedibile.
Ad oggi la terapia si basa su farmaci che cercano di porre un freno ad un sistema
immunitario che attacca la guaina mielinica, che ricopre gli assoni neuronali, e crea lesioni
(le placche cerebrali) che, con il passare del tempo, possono creare danni irreversibili.
Tale atteggiamento terapeutico è stato integrato da una nuova scoperta: la cosiddetta “big
idea” del Prof. Zamboni, Direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara,
che è riuscita ad affermarsi come una delle più sconvolgenti scoperte degli ultimi anni.
Essa nasce dalla constatazione che, su quasi tutti i soggetti studiati con EcoColorDoppler
affetti da sclerosi multipla, è stata rilevata la presenza di una malformazione delle vene
principali del collo che drenano il sangue dal cervello verso il cuore.
L’effetto di tali malformazioni venose determina una insufficienza venosa cronica cerebro
spinale (CCSVI) cioè una stasi del ritorno venoso che attraverso uno stravaso (come
succede anche nella ipertensione venosa distrettuale degli arti inferiori), è la causa degli
accumuli ferrosi encefalici che, riconosciuti come tossici dall’organismo, attiverebbero la
risposta del sistema immunitario.
Tutto questo lascia ritenere che tale condizione circolatoria, definita con acronimo CCSVI,
sia strettamente correlata alla sclerosi multipla.
I recenti dati scientifici prodotti dall’équipe del Prof. Zamboni e da altri scienziati mostrano
come attraverso un’angioplastica venosa di tali malformazioni, è possibile modificare
sensibilmente il decorso della sclerosi multipla e migliorare significativamente le condizioni
cliniche ed il decorso della malattia. Attualmente sono note cause malformative vascolari e
biomeccaniche che potrebbero tramite meccanismi infiammatori, tossici o autoimmunitari
determinare effetti demielinizzanti.
Il Gruppo di studio della CCSVI della SIFCS, ha deciso di aderire al il progetto
Osservatorio Epidemiologico Nazionale sulla CCSVI.
Tale progetto coinvolgerà una rete di centri CCSVI sul territorio nazionale allocati nelle
strutture sanitarie sia pubbliche che private. I centri CCSVI saranno collegati tramite una
piattaforma informatica comune per la raccolta e l’analisi dei dati al server centrale sito nel
Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Respiratorie e Morfologiche dell’Università
Sapienza Roma - Direttore Prof F: Fedele.
Il Prof Sandro Mandolesi è il coordinatore nazionale del progetto, i centri interessati ad
entrare in rete possono dare la loro adesione inserendo i loro dati nel nostro sito entrando
nella finestra Progetto Osservatorio Epidemiologico Nazionale CCSVI. La finalità
dell’Osservatorio è la raccolta dati fine a se stessa, pre e post trattamento della CCSVI,
per migliorare sempre più l’appropriatezza sia diagnostica che terapeutica di tale
affezione.
La partecipazione è libera ed aperta a tutti coloro che vorranno contribuire alla
conoscenza approfondita di tale patologia. Naturalmente tutta la produzione scientifica che
i dati di questo progetto potranno esprimere vedrà come protagonisti coloro che hanno partecipato.
Aldo d’Alessandro, MD, SIFCS
Responsabile Gruppo di Studio della CCSVI
Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale
Responsabile Gruppo di Studio della CCSVI
Società Italiana di Flebologia Clinica e Sperimentale

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