LO SAPETE? IN COMMISSIONE ASL PER L’ACCERTAMENTO DELL’INVALIDITA’ PUO’ ESSERE PRESENTE UN PROPRIO MEDICO DI FIDUCIA.
Qui Carlo Giacobini sottolinea un’altra spesa inutile, ma evidenzia un diritto noto a pochi.
Nota del 15 novembre 2012:
Forse questa mania della spending review ha colpito anche me. E finisco per pormi domande senza riuscire a darmi risposte. Non devo essere un esempio di salute mentale quanto parlo da solo e, per di più, prendo appunti.
Quando poi mi ci metto sulle relazioni della Corte dei conti rischio di diventare paranoico e allora cerco rassicurazioni. Ma anziché trovarle mi capita sempre il solito cacadubbi che mi complica ancora di più le analisi.
Come ho già scritto - in lungo e in largo - negli ultimi giorni mi sono dedicato alle spese dell’INPS, ma ce n’è una di cui l’Istituto non ha colpa.
C’è una norma (un pochino datata in verità) che prevede che quando si accerta l’invalidità siano presenti in Commissione ASL anche i medici delle associazioni. Ma mica tutte le associazioni. Solo quelle considerate dalla legge di tutela degli invalidi civili. E cioè ANMIC (invalidi), ENS (sordi) e UIC (ciechi). Con il tempo si è aggiunta pure l’ANFFAS (disabilità intellettiva) che però non nomina quasi mai i propri medici.
Sì, perchè secondo l’ordinamento italiano (un pochino datato in verità) gli invalidi devono essere tutelati, ma mica da chi scelgono loro.
Tant’è vero che gli elenchi di chi viene accertato invalido (o cieco o sordo) obbligatoriamente, e senza il consenso né l’autorizzazione né l’informativa dell’interessato, devono essere inviate a quelle tre associazioni. Per legge e con l’avallo del Garante per la Privacy.
È come se quando un lavoratore viene assunto, il suo nominativo venisse inviato al sindacato, senza nemmeno che si possa opporre.
Ma, a parte questa inezia, in Commissione ASL viene pure nominato (e pagato) un medico di quelle associazioni. Non è che queste ci guadagnino o ci lucrino: è tutt’al più una partita di giro.
Che poi il medico di categoria difenda il disabile convocato a visita è un altro paio di maniche ed è tutto da dimostrare.
Chiaro fin qua? Ok. Dal 2011 i medici di categoria (esclusa l’ANFFAS) devono, per legge, essere presenti anche nelle Commissioni di verifica. Entrano cioè anche in casa INPS. Sempre a spese dello Stato.
È la legge: e la legge va rispettata.
Quanto costa?
Nel 2010 i medici di categoria erano 563
Nel 2011 sono diventati 711 proprio perché i 145 in più dovevano essere presenti nelle Commissioni di verifica.
Nel 2010 tutto questo costava 590 mila euro.
Nel 2011 la spesa è salita a un milione e 336 mila euro. Quindi la spesa è più che raddoppiata.
Un milione e 336 mila euro per tutelare le persone invalide, cieche e sorde (che non hanno formalmente richiesto quella tutela). Ma la legge è legge e va rispettata.
E qui arriva il cacadubbi che mi chiede: “Ma se invece di farmi tutelare da un medico che non conosco e che è nominato da altri, mi facessi tutelare dal mio?”
Lo puoi fare. Te lo porti in Commissione.
“Sì, ma me lo devo pagare. Perchè non li danno a me invece i soldi che danno al medico ANMIC? E se volessi far risparmiare lo Stato rinunciando alla presenza di un medico che non conosco?”
E qui non so come rispondere. Tant’è che insiste.
“Ma la Convenzione ONU non afferma che ogni persona ha diritto di autodeterminarsi? E allora perchè lo nominano gli altri il medico che tutela la mia salute?”
E qui tossicchio e cambio discorso: "Convenzione? Che Convenzione?"
Carlo Giacobini
Fonte: http://www.facebook.com/notes/carlo-giacobini/tutela-coatta/482897925066003
Qui Carlo Giacobini sottolinea un’altra spesa inutile, ma evidenzia un diritto noto a pochi.
Nota del 15 novembre 2012:
Forse questa mania della spending review ha colpito anche me. E finisco per pormi domande senza riuscire a darmi risposte. Non devo essere un esempio di salute mentale quanto parlo da solo e, per di più, prendo appunti.
Quando poi mi ci metto sulle relazioni della Corte dei conti rischio di diventare paranoico e allora cerco rassicurazioni. Ma anziché trovarle mi capita sempre il solito cacadubbi che mi complica ancora di più le analisi.
Come ho già scritto - in lungo e in largo - negli ultimi giorni mi sono dedicato alle spese dell’INPS, ma ce n’è una di cui l’Istituto non ha colpa.
C’è una norma (un pochino datata in verità) che prevede che quando si accerta l’invalidità siano presenti in Commissione ASL anche i medici delle associazioni. Ma mica tutte le associazioni. Solo quelle considerate dalla legge di tutela degli invalidi civili. E cioè ANMIC (invalidi), ENS (sordi) e UIC (ciechi). Con il tempo si è aggiunta pure l’ANFFAS (disabilità intellettiva) che però non nomina quasi mai i propri medici.
Sì, perchè secondo l’ordinamento italiano (un pochino datato in verità) gli invalidi devono essere tutelati, ma mica da chi scelgono loro.
Tant’è vero che gli elenchi di chi viene accertato invalido (o cieco o sordo) obbligatoriamente, e senza il consenso né l’autorizzazione né l’informativa dell’interessato, devono essere inviate a quelle tre associazioni. Per legge e con l’avallo del Garante per la Privacy.
È come se quando un lavoratore viene assunto, il suo nominativo venisse inviato al sindacato, senza nemmeno che si possa opporre.
Ma, a parte questa inezia, in Commissione ASL viene pure nominato (e pagato) un medico di quelle associazioni. Non è che queste ci guadagnino o ci lucrino: è tutt’al più una partita di giro.
Che poi il medico di categoria difenda il disabile convocato a visita è un altro paio di maniche ed è tutto da dimostrare.
Chiaro fin qua? Ok. Dal 2011 i medici di categoria (esclusa l’ANFFAS) devono, per legge, essere presenti anche nelle Commissioni di verifica. Entrano cioè anche in casa INPS. Sempre a spese dello Stato.
È la legge: e la legge va rispettata.
Quanto costa?
Nel 2010 i medici di categoria erano 563
Nel 2011 sono diventati 711 proprio perché i 145 in più dovevano essere presenti nelle Commissioni di verifica.
Nel 2010 tutto questo costava 590 mila euro.
Nel 2011 la spesa è salita a un milione e 336 mila euro. Quindi la spesa è più che raddoppiata.
Un milione e 336 mila euro per tutelare le persone invalide, cieche e sorde (che non hanno formalmente richiesto quella tutela). Ma la legge è legge e va rispettata.
E qui arriva il cacadubbi che mi chiede: “Ma se invece di farmi tutelare da un medico che non conosco e che è nominato da altri, mi facessi tutelare dal mio?”
Lo puoi fare. Te lo porti in Commissione.
“Sì, ma me lo devo pagare. Perchè non li danno a me invece i soldi che danno al medico ANMIC? E se volessi far risparmiare lo Stato rinunciando alla presenza di un medico che non conosco?”
E qui non so come rispondere. Tant’è che insiste.
“Ma la Convenzione ONU non afferma che ogni persona ha diritto di autodeterminarsi? E allora perchè lo nominano gli altri il medico che tutela la mia salute?”
E qui tossicchio e cambio discorso: "Convenzione? Che Convenzione?"
Carlo Giacobini
Fonte: http://www.facebook.com/notes/carlo-giacobini/tutela-coatta/482897925066003
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