Articolo preso da http://www.fondazioneserono.org/22?news_sclerosi_multipla=3344:
In un articolo pubblicato di recente sulla rivista Multiple Sclerosis (Sclerosi Multipla) dal gruppo della Professoressa Amato di Firenze si riportano le prime evidenza raccolte, alla sospensione del trattamento con fingolimod, in soggetti con sclerosi multipla.
Il fingolimod è il primo farmaco orale indicato nel trattamento della sclerosi multipla introdotto in clinica. Si tratta di un immunosoppressore, che sviluppa il suo effetto bloccando recettori denominati S1P1 della sfingosina, presenti sulla membrana dei linfociti. Il blocco di questi recettori inibisce l'uscita dei linfociti dai linfonodi e quindi il loro coinvolgimento nei meccanismi infiammatori tipici della sclerosi multipla.
Nell'articolo si riportano i risultati ottenuti valutando parametri radiologici (ottenuti mediante risonanza magnetica) e clinici in persone con sclerosi multipla che avevano assunto fingolimod. Entro tre mesi dalla sospensione della cura, cinque dei sei casi studiati ho mostrato un ritorno al quadro precedente al trattamento, in termini di attività della malattia. Il sesto caso ha evidenziato quello che gli autori definiscono un "rimbalzo" dell'attività clinica e radiologica. Per rimbalzo dell'attività di una malattia alla sospensione della terapia si intende il raggiungimento di livelli di danno o gravità di sintomi superiori daquelli riscontrati prima dell'inizio della cura.
Nelle conclusioni del lavoro si afferma che l'andamento della sclerosi multipla può variare sensibilmente da un soggetto all'altro alla sospensione del fingolimod e si raccomanda una raccolta sistematica di dati clinici e di evidenze radiologiche, in modo da identificare precocemente i casi a rischio di "rimbalzo" dell'attività della malattia e da mettere a punto strategie finalizzate ad evitarlo.
The objective of this article is to report our experience on fingolimod suspension in multiple sclerosis patients. We evaluated clinical and magnetic resonance (MR) outcomes in six patients after fingolimod discontinuation. Within three months from fingolimod suspension, five subjects returned to pre-treatment disease activity; one patient, however, exhibited a clear rebound of clinical and MR activity. Our findings suggest that clinical and MR outcomes after fingolimod suspension can vary among patients. Systematic collection of clinical, laboratory and imaging data is highly advisable to identify subjects who are at higher risk of rebound and to define effective management strategies in these subjects.
In un articolo pubblicato di recente sulla rivista Multiple Sclerosis (Sclerosi Multipla) dal gruppo della Professoressa Amato di Firenze si riportano le prime evidenza raccolte, alla sospensione del trattamento con fingolimod, in soggetti con sclerosi multipla.
Il fingolimod è il primo farmaco orale indicato nel trattamento della sclerosi multipla introdotto in clinica. Si tratta di un immunosoppressore, che sviluppa il suo effetto bloccando recettori denominati S1P1 della sfingosina, presenti sulla membrana dei linfociti. Il blocco di questi recettori inibisce l'uscita dei linfociti dai linfonodi e quindi il loro coinvolgimento nei meccanismi infiammatori tipici della sclerosi multipla.
Nell'articolo si riportano i risultati ottenuti valutando parametri radiologici (ottenuti mediante risonanza magnetica) e clinici in persone con sclerosi multipla che avevano assunto fingolimod. Entro tre mesi dalla sospensione della cura, cinque dei sei casi studiati ho mostrato un ritorno al quadro precedente al trattamento, in termini di attività della malattia. Il sesto caso ha evidenziato quello che gli autori definiscono un "rimbalzo" dell'attività clinica e radiologica. Per rimbalzo dell'attività di una malattia alla sospensione della terapia si intende il raggiungimento di livelli di danno o gravità di sintomi superiori daquelli riscontrati prima dell'inizio della cura.
Nelle conclusioni del lavoro si afferma che l'andamento della sclerosi multipla può variare sensibilmente da un soggetto all'altro alla sospensione del fingolimod e si raccomanda una raccolta sistematica di dati clinici e di evidenze radiologiche, in modo da identificare precocemente i casi a rischio di "rimbalzo" dell'attività della malattia e da mettere a punto strategie finalizzate ad evitarlo.
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