Passa ai contenuti principali

Sclerosi multipla e intolleranza al calore



L'intolleranza al caldo, o anidrosi come è nota scientificamente, è un classico sintomo di sclerosi multipla in cui un aumento della temperatura, interna o esterna, può temporaneamente aumentare i sintomi.
Quali sono le cause di intolleranza al caldo in sclerosi multipla?

La distruzione della mielina, la guaina protettiva che circonda e protegge le fibre nervose provoca la formazione di placche sui nervi che rallentano impulsi nervosi. Un accumulo di calore rallenta la trasmissione nervosa causando il peggioramento dei sintomi.

Molte persone con SM provano un temporaneo peggioramento dei loro sintomi quando il clima è molto caldo o umido o si ha la febbre, si prende il sole, vi è il surriscaldamento da esercizio fisico, o si fanno docce o bagni molto caldi.

Queste variazioni temporanee possono derivare da un aumento molto lieve della temperatura corporea, anche appena di un quarto o mezzo grado, in quanto una temperatura elevata compromette ulteriormente la capacità di un nervo demielinizzato di condurre gli impulsi elettrici.

Quali sono i sintomi di intolleranza al caldo?

Alcune persone notano che la loro visione diventa sfocata quando sono surriscaldate, questo è noto come Sintomo di Uhthoff.
Altri segnalano un aumento dei sintomi quali affaticamento, tremore generale, tremore intenzionale, diminuzione delle funzioni cognitive e problemi di memoria.
Per molti anni,  è stato utilizzata la prova del 'bagno caldo' per diagnosticare la SM. Una persona sospettata di avere la SM veniva immersa in una vasca di acqua calda, e la comparsa di sintomi neurologici o peggioramento dei sintomi veniva considerato come prova che la persona fosse affetta da SM.

Si deve sottolineare il calore con  un'elevata umidità produce in genere solo un  temporaneo peggioramento dei sintomi e non sono causa di ulteriori danni ai tessuti. I sintomi sono generalmente facilmente reversibile quando la fonte di tale incremento viene trattata ed è più importante ricordare che il calore non causa un'esacerbazione reale.

Fonte: http://www.msrc.co.uk/

Foto presa da: pinguina72.blogspot.com


Heat intolerance, or anhidrosis as it is scientifically known, is a classic symptom of MS where a rise in temperature whether it’s internally or externally, may temporarily increase symptoms.

What causes Heat Intolerance in MS?

The destruction of myelin, the protective sheath which surrounds and protects nerve fibres causes the formation of plaques on the nerves which slow nerve impulses. A build up of heat slows down nerve transmission causing symptoms to worsen.

Many people with MS experience a temporary worsening of their symptoms when the weather is very hot or humid or they’re running a fever, sunbathe, get overheated from exercise, or take very hot showers or baths.

These temporary changes can result from a very slight rise in core body temperature, even as little as one-quarter to one-half of a degree, because an elevated temperature further impairs the ability of a demyelinated nerve to conduct electrical impulses.

What are the symptoms of Heat Intolerance?
Some people notice that their vision becomes blurred when they get overheated; this is known asUhthoff's Symptom.
Others report an increase in symptoms such as fatigue, general tremor, intention tremor, decrease incognitive function and memory problems.

For many years, the ‘Hot Bath’ test was used to diagnose MS. A person suspected of having MS was immersed in a hot tub of water, and the appearance of neurological symptoms or worsening of symptoms was taken as evidence that the person had MS.

It must be emphasised heat coupled with increased humidity generally produces only temporary worsening of symptoms and does not cause more actual tissue damage. The symptoms are generally rapidly reversed when the source of increased is dealt with and it is most important to remember that heat does not cause an actual exacerbation.

Commenti

Post popolari in questo blog

Rebif: reazioni avverse

I pazienti devono essere informati sulle più frequenti reazioni avverse associate alla somministrazione di interferone beta, inclusi i sintomi della sindrome si mil-influenzale (vedere paragrafo 4.8). Questi sintomi sono più evidenti all’inizio della terapia e diminuiscono in frequenza e gravità con il proseguire del trattamento. Rebif deve essere somministrato con cautela ai pazienti con disturbi depressivi pregressi o in corso ed in particolare a quelli con precedenti ideazioni suicide (vedere paragrafo 4.3). È noto che depressione e ideazioni suicide sono presenti con maggior frequenza nella popolazione dei malati di sclerosi multipla ed in associazione con l’uso dell’interferone. I pazienti in trattamento con Rebif devono essere avvisati di riferire immediatamente al loro medico l’eventuale comparsa di sintomi depressivi o ideazioni suicide. I pazienti affetti da depressione devono essere tenuti sotto stretto controllo medico durante la terapia con Rebif e trattati in modo approp...

Sclerosi multipla: registro dei farmaci neurologici sottoposti a monitoraggio

Linee Guida 2012 Tysabri clicca qui per scaricare (PDF) Modifiche Gilenya 4 giugno 2012 su Gilenya clicca qui per scaricare (PDF) Nuovi controlli sulla scheda di Eleggibilità/Diagnosi (30 aprile 2012) su Gilenya clicca qui per scaricare (DOC) nota informativa importante del 30 aprile 2012 su Gilenya comunicato stampa Ema Gilenya 30 aprile (PDF) comunicato stampa 23 aprile 2012 comunicato stampa Ema Gilenya (PDF) Avviso modifica scheda Diagnosi Gilenya (fingolimod) del 16/03/2012 Scarica messaggio circolare Nota Informativa Importante su Gilenya (fingolimod) del 30/01/2012 Scarica la nota Comunicato Stampa EMA su Gilenya (fingolimod) del 20/01/2012 - Faq Comunicato Stampa EMA su Gilenya (fingolimod) Comunicato Stampa EMA su Gilenya (fingolimod) del 20/01/2012 - Sicurezza Comunicato Stampa EMA su Gilenya (fingolimod) Comunicazione AIFA del 16/01/2012 sulle schede Gilenya Comunicato schede Gilenya 2 Comunicazione AIFA del 07/12/2011 sulle schede Gilenya Comunicato s...

Le complicanze da puntura lombare (rachicentesi)

La rachicentesi è la metodica necessaria per poter eseguire esami diagnostici sul liquor cerebrospinale, cioè il liquido che normalmente circola nel midollo spinale e nel cervello. Tecnicamente consiste nell’introdurre un ago di adeguate dimensioni, circa 10 cm. di lunghezza, nello spazio vertebrale compreso tra le strutture posteriori di una vertebra (le lamine vertebrali) e quelle anteriori, ovvero la superficie posteriore dei corpi vertebrali. Tale è lo spazio peridurale in cui è contenuto il cosiddetto sacco durale che è una propaggine dell’involucro durale che avvolge il midollo spinale. Il sacco durale si prolunga fino alle prime vertebre sacrali, mentre il midollo spinale “si ferma” a livello dell’ultima vertebra dorsale, la 12°. Per tale motivo la puntura del sacco durale per “estrarre” il liquor in esso circolante viene praticata,in genere, tra la 3° e la 4° vertebra lombare. Per motivi che esulano da questa comunicazione, la puntura per il prelievo di liquor può essere f...