Questo abstract è dell'anno scorso, io ne vengo a conoscenza solo ora, quindi mi scuso se ripropongo una notizia già nota.
Un gruppo di esperti argentini, sulla base dei risultati di uno studio su un'ampia casistica ha proposto di ridefinire la diagnosi di sclerosi multipla benigna, affiancando alla valutazione della disabilità, quella di molte altre variabili cliniche, psicologiche e strumentali.
Trecentoquarantadue malati di sclerosi multipla sono stati seguiti nel tempo per una media di quasi 11 anni (10.9 ± 0.71 anni). All'inclusione, 43 di essi rispondevano ai criteri per la diagnosi di sclerosi multipla benigna, che consistono nel mantenimento di un valore di EDSS di meno di 3 per almeno 10 anni. L'EDSS, in inglese Expanded Disability Status Scale, traducibile in Scala Espansa dello Stato di Disabilità, è una sistema numerico per valutare la disabilità dei soggetti con sclerosi multipla in base alla capacità di svolgere normali attività, come ad esempio il camminare. Gli individui con sclerosi multipla benigna sono stati seguiti con controlli neurologici ogni 6 mesi per tutto il periodo di osservazione.
Alla fine dello studio, 20 di essi (47%) avevano avuto alterazioni della funzione cognitiva, 23 (53.3%) depressione, 21 (48%) modificazioni significative dell'intensità del dolore e 32 (74%) avevano mostrato un aumento significativo delle lesioni tipiche della sclerosi multipla rilevabili con la risonanza magnetica. Il tutto senza cambiamenti dell'EDSS. Nell'insieme, 35 dei 43 soggetti con sclerosi multipla benigna in questa casistica, hanno avuto un aggravamento delle alterazioni della funzione cognitiva o un peggioramento del tono dell'umore o del dolore durante il periodo di osservazione di 10 anni.
Da tempo gli specialisti della sclerosi multipla discutono sulla necessità di rivedere i criteri della diagnosi della forma benigna, segnalando il rischio che quadri etichettati come tali non vengano trattati, premettendo alla malattia di progredire, nonostante i sintomi siano pochi o del tutto assenti. Anche secondo gli autori di questo studio, gli attuali criteri per la diagnosi di sclerosi multipla sotto-stimano la frequenza di questa forma della malattia in quanto non considerano i sintomi non riferiti alla funzione motoria e i risultati delle valutazioni della risonanza magnetica, che invece dovrebbero essere inclusi nei criteri per completare la diagnosi e somministrare trattamenti adeguati.
Un gruppo di esperti argentini, sulla base dei risultati di uno studio su un'ampia casistica ha proposto di ridefinire la diagnosi di sclerosi multipla benigna, affiancando alla valutazione della disabilità, quella di molte altre variabili cliniche, psicologiche e strumentali.
Trecentoquarantadue malati di sclerosi multipla sono stati seguiti nel tempo per una media di quasi 11 anni (10.9 ± 0.71 anni). All'inclusione, 43 di essi rispondevano ai criteri per la diagnosi di sclerosi multipla benigna, che consistono nel mantenimento di un valore di EDSS di meno di 3 per almeno 10 anni. L'EDSS, in inglese Expanded Disability Status Scale, traducibile in Scala Espansa dello Stato di Disabilità, è una sistema numerico per valutare la disabilità dei soggetti con sclerosi multipla in base alla capacità di svolgere normali attività, come ad esempio il camminare. Gli individui con sclerosi multipla benigna sono stati seguiti con controlli neurologici ogni 6 mesi per tutto il periodo di osservazione.
Alla fine dello studio, 20 di essi (47%) avevano avuto alterazioni della funzione cognitiva, 23 (53.3%) depressione, 21 (48%) modificazioni significative dell'intensità del dolore e 32 (74%) avevano mostrato un aumento significativo delle lesioni tipiche della sclerosi multipla rilevabili con la risonanza magnetica. Il tutto senza cambiamenti dell'EDSS. Nell'insieme, 35 dei 43 soggetti con sclerosi multipla benigna in questa casistica, hanno avuto un aggravamento delle alterazioni della funzione cognitiva o un peggioramento del tono dell'umore o del dolore durante il periodo di osservazione di 10 anni.
Da tempo gli specialisti della sclerosi multipla discutono sulla necessità di rivedere i criteri della diagnosi della forma benigna, segnalando il rischio che quadri etichettati come tali non vengano trattati, premettendo alla malattia di progredire, nonostante i sintomi siano pochi o del tutto assenti. Anche secondo gli autori di questo studio, gli attuali criteri per la diagnosi di sclerosi multipla sotto-stimano la frequenza di questa forma della malattia in quanto non considerano i sintomi non riferiti alla funzione motoria e i risultati delle valutazioni della risonanza magnetica, che invece dovrebbero essere inclusi nei criteri per completare la diagnosi e somministrare trattamenti adeguati.
This abstract was last year, I'm aware it is only now, so I apologize if you propose again a story already known.
A group of experts from Argentina, based on the results of a study of a large series has proposed to redefine the diagnosis of benign multiple sclerosis, supporting the assessment of disability, that of many other clinical variables, psychological and instrumental.
Trecentoquarantadue MS patients were followed up for an average of almost 11 years (10.9 ± 0.71 years). Inclusion, 43 of them meet the criteria for the diagnosis of multiple sclerosis benign, which consist of maintaining a value of EDSS of less than 3 for at least 10 years. The EDSS, Expanded Disability Status Scale in English, translated into the state of the Expanded Disability Scale is a numerical system for assessing the disability of patients with multiple sclerosis according to ability to perform normal activities, such as walking. Individuals with benign multiple sclerosis were followed with neurological checks every 6 months for the whole period of observation.
At the end of the study, 20 of them (47%) had impaired cognitive function, 23 (53.3%) depression, 21 (48%) significant changes in pain intensity and 32 (74%) showed a significant increase lesions of multiple sclerosis detected by magnetic resonance imaging. All without changes EDSS. Overall, 35 of 43 patients with benign multiple sclerosis in this series, had a more severe deterioration of cognitive function or worsening of mood or pain during the observation period of 10 years.
From time specialists of multiple sclerosis discuss the need to revise the criteria for the diagnosis of benign, warning that pictures are not labeled as such treaties, prefacing the disease progresses, symptoms are few or even none at all. Even the authors of this study, the current criteria for the diagnosis of multiple sclerosis under-estimate the frequency of this form of the disease because the symptoms do not consider related to motor function and the evaluation results of the MRI, which should be included in the criteria to complete the diagnosis and administer appropriate treatment.
Original abstract: http://msj.sagepub.com/content/18/2/210.abstract
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