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Sclerosi Multipla: dall’Australia uno studio sull’angioplastica per la CCSVI

Articolo del 9 dicembre 2013 preso da mediterranews.org




E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Phlebology della prestigiosa Royal Society of Medicine uno studio intitolato “Valutazione obiettiva ecodoppler della circolazione extracranica nei pazienti con sclerosi multipla sottoposti ad angioplastica delle stenosi delle vene giugulari interne: uno studio pilota“.

Secondo alcuni ricercatori australiani, coordinati dal Dott. Paul Thibault, l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI) è una condizione associata con la sclerosi multipla (SM) e si manifesta con stenosi nella circolazione venosa extracranica. Vi è la necessità di una valutazione obiettiva non invasiva della CCSVI che sia in grado di identificare con precisione la posizione delle stenosi e quantificare i cambiamenti fisiologici nei flussi sanguigni dopo il trattamento.

Viene descritto un metodo ecodoppler, ecodoppler extracranico (ECD), in cui sono state esaminate le vene giugulari interne (IJVs) e delle vene vertebrali (VVs) in posizione supina e seduta prima e dopo l’angioplastica in otto pazienti con SM clinicamente definita. E’ stato utilizzato un modello di imaging ad alta risoluzione in B-mode per rilevare stenosi evidenti, membrane intra-luminali, anomalie della valvola e ispessimenti della parete venosa. L’ECD è stato poi utilizzato per valutare il flusso sanguigno, compreso il reflusso. Per valutare l’ostruzione, il volume dei flussi sanguigni venosi (BVFs) sono stati presi bilateralmente dai segmenti prossimale (J1), medio (J2) e distale (J3) delle IJVs e delle VVs medio-cervicali. Per valutare la perfusione cerebrale, sono state prese misure bilaterali del BVF, solo in posizione supina, dalle arterie carotidi prossimali interne (ICA) e dalle arterie vertebrali medio-cervicali (VA). Il flusso sanguigno cerebrale globale arterioso (GACBF) è stato quindi calcolato come la somma delle misure ICA e VA.

L’ECD pre-flebografico ha rilevato stenosi o ostruzioni delle IJV in tutti i pazienti. I risultati venografia erano coerenti con quelli dell’ECD pre-trattamento con l’eccezione della rilevazione di stenosi bilaterali delle IJV in due pazienti con diagnosi di stenosi unilaterale della IJV con ECD. Un significativo miglioramento del GACBF era evidente dopo l’angioplastica (p < 0,05). È stata inoltre osservata una tendenza al miglioramento del BVFs dopo il trattamento di entrambe le IJVs e le VVs medio-cervicali. Questo miglioramento era più marcato nelle VVs di sinistra (p = 0,052) e nel segmento J2 delle IJVs di destra (p < 0,05).

Al termine dello studio, secondo gli autori, l’esame ECD descritto fornisce una valutazione obiettiva affidabile delle stenosi delle IJV e VV e, con l’uso del BVFS, può quantificare il grado di ostruzione. Questi risultati supportano l’uso dell’ECD come valutazione post-operatoria non invasiva del successo dell’angioplastica. La capacità dell’ECD di misurare il GACBF fornisce un ulteriore parametro per monitorare fisiopatologia vascolare nei pazienti con SM. Gli attuali risultati supportano l’opinione che i primi benefici sintomatici osservati dopo l’angioplastica per stenosi nella circolazione venosa extracranica possono essere il risultato di un aumento della perfusione cerebrale.

Fonte: http://phl.sagepub.com/content/early/2013/12/09/0268355513515473.abstract



Abstract


Objective Chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI) is a condition associated with multiple sclerosis (MS) and manifested by stenoses in the extracranial venous circulation. There is a need for an objective non-invasive assessment of CCSVI that is able to accurately identify the location of stenoses and quantify physiological changes in blood flows following treatment.


Method A duplex ultrasound method, extracranial duplex ultrasound (ECDU), is described where the internal jugular veins (IJVs) and vertebral veins (VVs) were examined in the supine and sitting position before and after venoplasty in eight patients with clinically diagnosed MS. High-resolution B-mode imaging was used to detect obvious stenoses, intra-luminal membranes, valve abnormalities and vein wall thickening. ECDU was then used to assess blood flow including reflux. To assess obstruction, venous blood volume flows (BVFs) were taken bilaterally from the proximal (J1), mid (J2) and distal (J3) segments of the IJVs and the mid cervical VVs. To assess cerebral perfusion, bilateral BVF measurements were taken, in the supine position only, from the proximal internal carotid arteries (ICA) and mid cervical vertebral arteries (VA). The global arterial cerebral blood flow (GACBF) was then calculated as the sum of the ICA and VA measurements.


Results Pre-venography ECDU detected IJV stenoses or obstruction in all patients. Venography findings were consistent with those of the pre-treatment ECDU with the exception of the detection of bilateral IJV stenoses in two patients diagnosed with unilateral IJV stenosis by ECDU. A significant improvement in GACBF was evident following venoplasty (p < 0.05). A trend to improvement in the post-treatment BVFs of both the IJVs and the mid cervical VVs was also observed. This improvement was most marked in the left VVs (p = 0.052) and the J2 segment of right IJVs (p < 0.05).


Conclusion The ECDU examination described provides a reliable objective assessment of IJV and VV stenoses and, with the use of BVFs, can quantify the degree of obstruction. These results support the use of ECDU as a non-invasive post-operative assessment of the success of venoplasty. The ability of ECDU to measure GACBF provides an additional parameter to monitor vascular pathophysiology in MS patients. The current findings support the view that the early symptomatic benefits observed after venoplasty for stenoses in the extracranial venous circulation may be the result of increased cerebral perfusion.


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