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Cannabis terapeutica. Sindaco di Racale (Le): fare qui il centro

Articolo del 16 gennaio 2014 preso da www.aduc.it









''Io sarò con i malati a piantare la cannabis nel campo che hanno acquistato per la coltivazione della canapa indiana'': lo dice all'ANSA il sindaco di Racale, nel salento, Donato Metallo, che da anni sostiene la battaglia di Lucia Spiri, una 32enne che soffre di sclerosi multipla da quando ne aveva 18 e usa un farmaco a base di cannabis per alleviare i dolori della malattia. Prima era inchiodata su una sedia a rotelle, ora, grazie alla cannabis, Lucia riesce a camminare e insieme con il marito ed un altro malato di Sla, il foggiano Andrea Trisciuoglio, ha fondato il primo 'Cannabis social club' d'Italia. L'associazione ha lo scopo di facilitare l'accesso alla cannabis per uso terapeutico. ''Lucia e i ragazzi del social club - afferma il sindaco, eletto con una lista civica e membro dell'assemblea nazionale del Pd - hanno un rapporto molto radicato con il territorio e la comunità. Il messaggio dell'uso terapeutico della cannabis è stato accolto positivamente dalla comunità (10.000 abitanti)''. ''La Puglia, insieme con il Veneto, l'Emilia Romagna e, credo, la Liguria - sottolinea il sindaco - è all'avanguardia perchè il farmaco a base di cannabis, il Bedrocan, è inserito nel sistema sanitario regionale''. ''Il nostro sogno - confida Donato Metallo - è quello di poter produrre, qui, a Racale il farmaco: poichè la Regione Puglia acquista il Bedrocan dall'Olanda con costi molto alti, noi vorremmo che possa essere coltivata la cannabis nel campo acquistato da Lucia e dai ragazzi e poter produrre il medicinale per poi venderlo alla Regione, ovviamente con costi molto più bassi rispetto a quello acquistato attualmente. Il ricavato della vendita sarebbe investito nella realizzazione di un centro di eccellenza per la riabilitazione e la ricerca. La Regione Puglia sembra favorevole a questo progetto''. E la legalizzazione? ''Questa - dice il sindaco - è una questione nella quale non voglio entrare: procediamo per passaggi graduali, la mia battaglia è quella che faccio con i malati. Io ho visto ragazzi malati che da tutta Italia vengono qui a Racale per avere consulenza sull'uso della cannabis che, dopo averla assunta, sono riusciti a camminare''.

''Iniziamo a liberalizzare la cannabis per i malati, per uso terapeutico, procediamo per ora dando priorità alle persone sofferenti''. Lo dice all'ANSA, intervenendo così nel dibattito che si è aperto in Italia sulla liberalizzazione della cannabis, Lucia Spiri, di Racale (Lecce), 32 anni, da quando aveva 18 anni malata di Sla, che in questi anni si è battuta, vincendo una prima grande battaglia, per ottenere in Puglia la possibilità di avere la prescrizione del medicinale, a base di cannabis, che poi le ha cambiato la vita e che ora le permette di camminare. Nel 2013 Lucia ha fondato a Racale il primo 'Cannabis social club d'Italia' insieme a suo marito William Verardi e ad un altro giovane foggiano affetto da sclerosi multipla, Andrea Trisciuoglio, anche lui in cura con il farmaco a base di canapa. Una associazione che ha lo scopo di facilitare l'accesso alla cannabis per uso terapeutico. ''Noi crediamo - dice Lucia - che sia principalmente un diritto di tutte le persone, soprattutto se malate, curarsi con quello che ritengono sia la cosa migliore e che provoca meno danni''. Lucia e coloro, in tanti, che hanno aderito al 'Cannabis social club' hanno proposto alla Regione Puglia (una delle poche regioni in Italia ad aver inserito l'uso del farmaco a base di cannabis, il Bedrocan, nel servizio sanitario regionale) di varare una legge che autorizzi un progetto pilota per coltivare in Puglia, a Racale, la cannabis per la ricerca e per dispensarla ai malati, evitando così di importare dall'estero un farmaco che ha costi molto alti. ''Tutto ciò - spiega Lucia - ovviamente con l'aiuto della Asl e della Regione Puglia che potrebbe diventare apripista di un nuovo mondo''. Per dimostrare gli effetti benefici della canapa Lucia Spiri e William Verardi il 21 settembre scorso hanno voluto, nel giorno del loro matrimonio, un menu tutto a base di canapa 'sativa', priva cioè del principio attivo ma ricca di Omega 3 ed Omega 6. A loro disposizione c'era quel giorno lo staff dell'associazione milanese 'Canapa Life Style' con lo chef di Sandonaci (Brindisi) Daniele Giannuzzi, fondatore di Omar Vins.



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