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Cellule staminali contro sclerosi multipla, esperti a confronto a Palermo

Esperti a confronto a Palermo. 
Articolo del 25 giugno 2012:

Sconfiggere la sclerosi multipla con il trapianto di cellule staminali mesenchimali (Msc). Questa e' l'ultima promessa della medicina rigenerativa, che oggi e' stata al centro del convegno "Terapie cellulari in neurologia: Msc e Sclerosi multipla" organizzato dall'Azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Villa Sofia - Cervello" e dalla Fondazione "Franco e Piera Cutino". L'incontro, che si e' svolto al Cervello alla presenza, tra gli altri, di Salvatore Di Rosa (direttore generale dell'Azienda ospedaliera); Antonio Uccelli (professore di Clinica neurologica, Universita' degli studi di Genova) e Aurelio Maggio (direttore del dipartimento di Ematologia ed Oncologia dell'Azienda), e' stato l'occasione per illustrare i recenti studi sulle potenzialita' terapeutiche delle cellule staminali mesenchimali (Msc) nella ricerca sulle malattie neurologiche ed in particolare sulla sclerosi multipla (Sm).

Le cellule mesenchimali vengono raccolte dalla placenta, dal sangue cordonale, dal fluido celomatico, dal midollo osseo e dal tessuto adiposo senza alcun danno per l'embrione, il donatore o il nascituro. Per Uccelli, che sulla scorta di studi sui topi ha avviato una sperimentazione sull'uomo, "le cellule mesenchimali derivanti dal midollo osseo umano e dal tessuto adiposo umano sono un' importante sorgente di cellule progenitrici per la terapia cellulare. In tal senso, le malattie neurologiche, e in particolare la sclerosi multipla, costituiscono uno dei piu' intensi campi di ricerca sulle potenzialita' terapeutiche delle cellule mesenchimali".

Nella sclerosi, patologia autoimmune, i linfociti T attaccano e distruggono la mielina: cio' comporta una interruzione della trasmissione dell'impulso nervoso con conseguenti problemi motori. "La sperimentazione ha dimostrato che le cellule mesenchimali di topi sani, iniettate in topi con encefalomielite autoimmune - ha precisato Uccelli -, indotta sperimentalmente per simulare la malattia umana, bloccano i linfociti distruttivi dando luogo ad un miglioramento dei sintomi delle malattia, e ad una riduzione dell'infiammazione e della demielinizzazione nel sistema nervoso centrale".


Defeat multiple sclerosis with the transplantation of mesenchymal stem cells (MSC). 
This is the ultimate promise of regenerative medicine, today has been the focus of the conference "Cellular Therapies in Neurology: Multiple Sclerosis and MSC" organized by "Ospedali Riuniti Villa Sofia - Cervello" and  "Franco e Piera Cutino" Foundation. The meeting, whichwhich took place at Cervello Hospital to the presence, among others, by Salvatore Di Rosa (Director General of the Hospital), Antonio Uccelli (Professor of Neurological Clinic, University of Genoa) and Aurelio Maggio ( Director of the Department of Hematology and Oncology), was an occasion to highlight the recent studies on the potential therapeutic mesenchymal stem cells (MSC) in research on neurological diseases, in particular multiple sclerosis (MS).
The mesenchymal cells are harvested from the placenta, cord blood, celomatic fluid, bone marrow and adipose tissue without harming the embryo, the donor or the unborn child. For Uccelli, which on the basis of studies in mice has launched a human experiment, "mesenchymal stem cells derived from human bone marrow cells and human adipose tissue and are a major source of progenitor cells for cell therapy. In this sense, the neurological diseases, and in particular multiple sclerosis, constitute one of the most intense fields of research on the potential therapeutic of mesenchymal cells. "
In multiple sclerosis, autoimmune disease, T cells attack and destroy myelin: this involves an interruption of the transmission of nerve impulses causing mobility problems. "Experimentation has shown that the mesenchymal cells of healthy mice, injected into mice with autoimmune encephalomyelitis - said Uccelli -, experimentally induced to simulate the human disease, they block the destructive lymphocytes, giving rise to an improvement of the symptoms of the disease, and to a reduction of inflammation and demyelination in the central nervous system. "

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